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Sedute di chiropratica

La chiropratica consiste principalmente nella correzione specifica manuale di colonna vertebrale, bacino ed in generale di tutte le articolazioni periferiche (piede, ginocchio, spalla, mandibola ecc.).

Le tecniche utilizzate nelle sedute di chiropratica avvengono solo dopo un’attenta valutazione di esami strumentali (radiografie, RMN) e di un esame obiettivo e sono scelte ad hoc per ogni tipologia di paziente.

Nell'ambito della chiropratica esistono varie tecniche di aggiustamento per la correzione dei blocchi articolari, attraverso le quali si cerca di far recuperare all'articolazione interessata il suo movimento naturale.

La chiropratica è una pratica medica ormai parte integrante del metodo Isokinetic, molto conosciuta dagli sportivi e non, che ne hanno tratto beneficio. 

Il chiropratico si avvale delle tecniche manuali per aiutare il corpo a ritrovare la libertà di movimento e meglio gestire il suo equilibrio. Solitamente ci si rivolge al chiropratico quando si ha mal di schiena. In realtà il raggio di azione è più ampio e già da tempo gli sportivi professionisti sfruttano l’approccio chiropratico per agevolare la mobilità e migliorare le prestazioni. 

Quando ci si riabilita da un infortunio molte delle energie in fase iniziale sono dirette al distretto anatomico infortunato. Per esempio, se viene ricostruito un legamento crociato anteriore ci si concentra sul gonfiore post chirurgico del ginocchio e sulla riduzione del dolore. Il corpo però nel frattempo non smette di muoversi e di lavorare. Per non caricare il ginocchio, infatti, metterà in atto meccanismi definiti di compenso che sposteranno il carico su altre strutture anatomiche come il bacino e la schiena. Compito del chiropratico sarà monitorare le variazioni di carico e ripristinare la mobilità corretta per evitare re-infortuni o lo svilupparsi di problematiche quali lombalgie o dolori di anca. 

Il chiropratico esperto sa che il trattamento può essere fastidioso se eseguito in fase acuta, quando il paziente presenta una lesione recente o si trova rigido (antalgico). La valutazione momentanea della situazione permette di capire con che intensità lavorare o se a volte conviene aspettare e approfondire la diagnosi prima di trattare. Nel caso invece, in cui si tratti di rigìdità asintomatiche o dolori cronici, il trattamento può risultare totalmente indolore e anche piacevole. Il trattamento che viene definito “di mantenimento” viene eseguito per monitorare e mantenere la mobilità e adattabilità; il paziente non avverte disagi ma piuttosto benefici. 

Il trattamento chiropratico è solitamente associato allo “schiocco” tipico della mobilizzazione articolare. Innanzitutto è bene ricordare che il rumore associato all’aggiustamento articolare non è sempre necessario e non sempre indica un trattamento ben riuscito. Ci sono tecniche molto efficaci che non provocano alcun rumore pur dando risultati analoghi. Il rumore è causato dal rilascio di gas contenuti all’interno dell’articolazione. Il fenomeno di cavitazione, la rapida mobilizzazione (movimento di basso raggio con alta velocità di esecuzione) crea una pressione negativa che permette la formazione di una bolla di gas nel liquido sinoviale: liquido all’interno dell’articolazione. A seguito della mobilizzazione lo spazio articolare si presenta più ampio, facilitando così l’arco di movimento.

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