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Parliamo di lombalgia

30.01.2020

Parliamo di lombalgia
La Dott.ssa Maria Assunta Servadei, medico specializzato in Medicina Fisica e Riabilitazione, ci parla di lombalgia, ovvero il "mal di schiena".


L’80% della popolazione è colpito da mal di schiena nel corso della sua vita e a causa di questo va incontro ad una disabilità temporanea che non si aspetta e che, talvolta, può anche portarlo ad un'astensione lavorativa protratta.


Qual è la causa della lombalgia?

La lombalgia può essere causata da diversi fattori ed è necessaria anzitutto una adeguata valutazione medica con la formulazione di una diagnosi. Infatti, questo sintomo può essere ricondotto a molte condizioni diverse: patologie degenerative della colonna vertebrale, alterazioni congenite, condizioni di sovraccarico che possono interessare i dischi intervertebrali o l’osso con fratture, alterazioni posturali, e anche malattie viscerali o malattie neoplastiche.


Cosa fare quando si presenta il "mal di schiena"?

Una visita medico specialistica dettagliata è importante per definire la diagnosi che tiene conto delle caratteristiche di presentazione, della storia clinica e dell’obiettività e in base alla quale definire le indagini appropriate da eseguire.


Come si cura il "mal di schiena"?

Definita la causa, ogni persona necessita di un trattamento strettamente personalizzato, che tiene conto delle sue caratteristiche come: età, indice di massa corporea, altre patologie sottostanti, abitudini di vita e dei suoi obiettivi funzionali e dell’ intensità dei sintomi.
Può essere necessario in prima battuta ricorrere a protocolli farmacologici anche articolati associati a terapie fisiche passive per gestire il dolore o addirittura ricorrere subito ad un trattamento chirurgico (bassa percentuale di casi).

In ogni caso l’inserimento precoce per quanto consentito di esercizio in scarico che aiuti a mantenere e migliorare la mobilità della colonna vertebrale è sicuramente molto importante e man mano che la fase irritativa acuta va risolvendosi si potrà progredire con la rieducazione specifica che nella parte finale del trattamento è volta alla prevenzione delle recidive e a conferire la migliore resistenza possibile dal tratto lombare della colonna vertebrale.

Di accompagnamento ci si potrà avvalere sempre anche di esercizio aerobico che migliora la condizione generale del paziente e di manovre chiropratiche a volte per risolvere condizioni di blocco articolare associato.

L’esercizio, dapprima incentrato sul recupero dell’arco di movimento libero da dolore e successivamente sul rinforzo e sull'acquisizione di corretti schemi di movimento, è in grado di fornire risultati duraturi e di condurre al massimo recupero funzionale possibile.


Impara a prenderti cura ogni giorno della tua colonna vertebrale

  • Svolgi attività fisica moderata: l'attività fisica migliora la condizione dei muscoli rendendoli più forti, elastici e scattanti, quindi maggiormente in grado di supportare la colonna vertebrale
  • Evita o fai attenzione agli sforzi eccessivi: un’attività fisica molto intensa, sport “saltuari” (come ad es. tennis o calcetto praticati senza un'adeguata preparazione fisica) possono sollecitare eccessivamente la colonna vertebrale, rappresentando un fattore di rischio per il mal di schiena
  • Non fumare: il fumo è causa di invecchiamento precoce dell’organismo in generale e, di conseguenza, anche delle strutture collegate alla schiena
  • Siediti correttamente: cerca di mantenere una posizione rispettando le curve fisiologiche della schiena. Se svolgi occupazioni che ti obbligano a stare seduto molto a lungo (studente, autista, camionista, impiegato ecc.) alzati anche solo 5 minuti o fai delle piccole passeggiate per evitare di mantenere troppo a lungo la stessa posizione.
  • Solleva gli oggetti flettendo le ginocchia
  • Suddividi un peso tra i due arti
  • Esegui correttamente le attività manuali in piedi: le posizioni in piedi, come ad esempio stirare, servire al bancone, ecc., obbligano spesso a posture prolungate che caricano la colonna vertebrale. È importante quindi fare attenzione che il busto non si fletta troppo in avanti e che le gambe possano modificare spesso la posizione
  • Fai attenzione al riposo notturno: Riposa su materassi idonei collocati su una rete rigida: questo garantisce un appoggio totale di tutte le parti del corpo.




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