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Lombalgia (o mal di schiena) acuta e cronica: cause e rimedi

12.12.2017

Lombalgia (o mal di schiena) acuta e cronica: cause e rimedi
La lombalgia, o mal di schiena, è una patologia frequentissima che può manifestarsi a qualsiasi età e che spesso risulta molto invalidante non solo per gli sportivi, ma anche per coloro che svolgono una vita sedentaria. Dal punto di vista anatomico la colonna vertebrale è un vero e proprio organo formato da 24 vertebre ‘mobili’, dal sacro e dal coccige. Oltre a offrire un’ideale protezione per il midollo spinale, svolge una importante funzione di sostegno. Ogni coppia di vertebre nelle diverse regioni cervicale, dorsale e lombare si articola tramite 4 articolazioni e un disco intervertebrale. La colonna vertebrale è dotata di grande mobilità e nello stesso tempo di grande solidità ed è sede di attacco di molti muscoli e legamenti. Il mal di schiena può essere dovuto a una disfunzione di queste molteplici strutture, sia singolarmente, sia in combinazione tra di loro. La lombalgia è una manifestazione dolorosa localizzata nella regione lombare, generalmente diffusa verso i glutei, su uno o entrambi i lati, che colpisce soggetti di ambo i sessi in tutti i periodi della vita. Nella lombosciatalgia/cruralgia il dolore in sede lombare si associa a una netta irradiazione nell’arto inferiore e in particolare nei territori rispettivamente del nervo sciatico e del nervo crurale. L’80% della popolazione soffre di lombalgia almeno una volta nella vita, solo nel 15% dei casi la sintomatologia clinica dura oltre le due settimane e infine solo nel 5% dei casi diventa cronica (lombalgia cronica).


LOMBALGIA NELLO SCI 
Nello sci alpino i problemi alla schiena rappresentano la tipologia di infortunio da sovraccarico (overuse) più frequente, mentre le lesioni legamentose del ginocchio e le fratture delle gambe sono i traumi acuti più frequenti. Tra gli sciatori di slalom ‘top level’ circa un terzo soffre di mal di schiena ricorrente o cronico (33% dei maschi e 41% delle donne). È stato notato che i giovani mogul skiers d’elite presentano alterazioni della risonanza magnetica della colonna, ma non soffrono di mal di schiena più dei coetanei non agonisti. Questa patologia è frequente anche negli istruttori (maestri, allenatori) con la stessa frequenza degli atleti. Per una corretta diagnosi, come sempre, è importante la visita. Le radiografie (RX) sono molto utili dal punto di vista diagnostico, soprattutto dopo un trauma e anche se non possono dimostrare la presenza di una protrusione o ernia discale rappresentano il primo orientamento diagnostico per escludere altre patologie (artrosi, processi infiammatori ecc.). La TAC e la Risonanza Magnetica Nucleare sono diventati negli ultimi anni gli esami non invasivi più affidabili per confermare la diagnosi. Più precisamente la TAC può dare maggiori informazioni sulla patologia scheletrica associata (osteofiti, faccette articolari) oltre che sul disco erniato. La RMN è più dimostrativa nella patologia disco-articolare. Il trattamento della lombalgia varia in funzione della fase clinica della stessa, cioè se acuta, subacuta o cronica. Nella fase acuta è quasi sempre indicata la terapia medica con la somministrazione di farmaci miorilassanti, antinfiammatori e analgesici. In un secondo tempo si comincia un programma di rieducazione fisioterapica che mira al riequilibrio muscolare e a costituire una muscolatura che assicuri una buona protezione del rachide.


LE POSSIBILI CAUSE DEL MAL DI SCHIENA
  • Patologia del disco intervertebrale (ernia del disco, protrusione disco-artrosi) Patologia articolare (difetti intervertebrali minori o DIM, sindrome delle faccette articolari, manifestazioni artrosiche) 
  • Patologie muscolari, legamentose e fasciali (contratture, sindrome del piriforme, disfunzione del muscolo Ileopsoas) 
  • Patologia congenita (spondilolisi con listesi, sacralizzazione della quinta lombare) 
  • Patologie meningo-radicolo-midollare (infiammatorie, infettive, tumorali, post-traumatiche)

CONSIGLI UTILI PER COMBATTERE LA LOMBALGIA
  • Allenare le doti di resistenza allo sforzo (potenza aerobica) 
  • Rinforzare i muscoli della colonna e soprattutto delle anche 
  • Riscaldarsi con attenzione facendo inizialmente piste facili 
  • Ridurre l’ampiezza dei piegamenti frontali e laterali o le torsioni durante gli allenamenti di GS, ridurre i picchi di forza a terra evitando gate offset minimi nello SL
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