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Chiropratica: perchè il trattamento manipolativo fa stare meglio?

07.02.2018

Chiropratica: perchè il trattamento manipolativo fa stare meglio?
Sovente nei programmi di riabilitazione impostati dai medici in Isokinetic viene proposto ed inserito il trattamento chiropratico.
La chiropratica oramai conosciuta da molti rimane ancora un mistero per alcuni o comunque desta dubbi o preoccupazioni.
Che cos'è dunque la chiropratica e in che cosa consiste il trattamento del chiropratico?

Il trattamento manipolativo più comunemente identificato con quello che pratica il chiropratico è tecnicamente definito ad alta velocità con un arco di movimento contenuto (high velocity low amplitude). Quello, per intenderci, che comunemente si sente produrre un rumore di cavitazione: un crack.
Internamente alla professione viene definito aggiustamento vertebrale (vertebral adjustment).

Il chiropratico visionando le radiografie, muovendo e palpando la colonna vertebrale del paziente, identifica zone di limitazione al movimento articolare specifiche e compensazioni messe in atto dalla colonna vertebrale per permettere al corpo di muoversi conservando equilibrio e stabilità.
Identificate queste zone con movimento ridotto, procede con l’andare a mobilizzarle nell’intento di ristabilire la mobilità normale.

Queste limitazioni articolari, tradizionalmente definite sublussazioni sono causate da traumi o micro traumi ripetuti o altrimenti si formano in risposta a cambi di carico forzati (per esempio dalla zoppia) o da stress organici (come a volte la malattia).
Sovente periodi di allettamento forzati, interventi chirurgici agli arti, tossi o raffreddori, problematiche degenerative neurologiche o osteo-articolari obbligano il corpo a muoversi in modo innaturale e causano rigidità.
Quella stessa rigidità che nel momento meno opportuno ci impediscono di girare il collo o magari ritornare in posizione eretta dopo che ci si è legata una scarpa.

Quando avviene il cosiddetto crack l’articolazione non viene rimessa per cosi dire a posto ma ritorna a potersi muovere normalmente ossia ritorna ad un arco di movimento anatomicamente più libero. Questo è il motivo per cui il paziente sovente dopo il trattamento descrive una sensazione di ridotta rigidità, leggerezza o libertà di movimento.
Questa libertà è causata da riflessi neuromuscolari attivati dalla mobilizzazione veloce e controllata dell’articolazione che rilassa i muscoli che stabilizzano la colonna vertebrale.

In seguito agli "aggiustamenti" del chiropratico non sempre ci si sente bene subito. Fisiologicamente il dopo trattamento è la parte più produttiva e neurologicamente attiva se cosi la si vuole definire. Le informazioni che arrivano al cervello dal corpo, e che servono al cervello per gestire il movimento dello stesso nello spazio, sono diverse e più attive.
Il cervello percepisce libera la colonna che aveva acquisito rigidità e adatta le tensioni muscolari al nuovo movimento.
Molti pazienti descrivono, dopo i primi trattamenti, la sensazione nelle 12-24 ore seguenti come se avessero ripreso a fare ginnastica. Accusano stanchezza o pesantezza e la necessità di andare a riposare. La ripresa dell’attività fisica in generale può causare una sensazione di disagio perché, come quando ci si allena, lo stimolo del muoversi spinge il corpo in una direzione ben precisa e il corpo recupera tale “stress” nella fase di ridotta attività o riposo per poi presentarsi alle sedute seguenti più pronto. Si potrebbe dire allenato. Il richiamare la mobilità specifica fa si che nel tempo il corpo riprenda la sua elasticità normale e la sua potenzialità per un movimento completo e quindi sano e resiliente all’ambiente.

Questo riassume e semplifica l’obiettivo di ciò che i chiropratici ricercano nel quotidiano. Aiutare il corpo a muoversi con più facilità per essere pronto a performare meglio nella vita di tutti i giorni grazie ad un sistema neuro muscolo scheletrico reattivo e allenato.


A cura del Dr. Franco Cento, Chiropratico di Isokinetic Torino
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