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Rottura legamento crociato per Zaniolo: dettagli relativi all’ infortunio, tempi di recupero e non solo.

16.01.2020

Com’è fatto un ginocchio? Quali sono i tempi di recupero di Zaniolo dopo l'infortunio lca? L'intervista al Dr. Fabrizio Tencone (Isokinetic Torino) su Sky Sport.

GUARDA IL VIDEO DELL'INTERVISTA INTEGRALE RILASCIATA DAL DR. TENCONE A SKY SPORT

Come mai quando parliamo di infortuni nel mondo del calcio ce n’è sempre uno al legamento crociato anteriore?

<<L’anatomia del ginocchio è piuttosto complessa. Il legamento crociato anteriore è come un cordoncino all’interno del ginocchio che tiene insieme le 2 parti ossee: l’osso superiore che si chiama femore e l’osso inferiore, che si chiama tibia. È proprio infilato in mezzo all’articolazione, si incrocia con un altro cordoncino che si chiama legamento crociato posteriore, e la grande utilità in particolar modo in alcuni tipi di sport (non in tutti) del crociato anteriore è che controlla l’articolazione del ginocchio nelle rotazioni e in alcuni spostamenti della parte inferiore della gamba, della tibia. Questa è l’importanza, nel calcio e in altri sport: il legamento crociato anteriore garantisce la tenuta del ginocchio>>.

Si è parlato dell’infortunio di Zaniolo e si è fatto anche un po’ il paragone con Ronaldo, considerando anche il modo in cui avvenuto e cioè con i cambi di direzione repentini, che sono un po’ anche la caratteristica di Zaniolo: se questi portano degli infortuni così gravi, significa che chi li subisce è più fragile di altri?

<<Il discorso è molto più complesso. Recentemente il nostro gruppo medico Isokinetic ha studiato molto l’analisi video degli infortuni e sono usciti recentemente alcuni studi scientifici che dimostrano che sommariamente sono quattro diverse le modalità in cui nel calcio ci si fa male. La più frequente è in genere per non contatto. Si pensa sempre che l’intervento dell’avversario sia decisivo e invece il contatto diretto sul ginocchio prevede pochi infortuni. La maggior parte sono di non contatto o di contatto indiretto, cioè di un piccolo spostamento o un tocco leggero dell’avversario a volte è sufficiente.

Non è una questione di “fragilità dell’atleta”, non sono sempre i più fragili a farsi male, però su questo si può discutere: la forza e un certo tipo di preparazione e di prevenzione sicuramente può fare la differenza>>.

La potenza muscolare per esempio aiuta oppure no?

<<Non è una questione di potenza in assoluto. È una questione di controllo di alcuni movimenti, infatti l’allenamento che serve per prevenire questa tipologia di infortuni non è un allenamento di forza, ma si chiama training neuromotorio. È un allenamento dove il cervello e muscoli insieme devono migliorare la loro attività e il controllo di alcuni movimenti, non tutti in assoluto>>.

Ci sono possibilità remote di vedere comunque all’europeo Zaniolo o i tempi sono troppo stretti?

<<Remote, remote…ci sono. Però riprenderei le parole del Presidente Gravina, molto sagge, che non devono mettere fretta perché questo infortunio è un infortunio severo, dal quale si può guarire bene, perfettamente, si può tornare forti e più forti di prima, ma devi assolutamente completare tutto il percorso riabilitativo. Si tende sempre a dire dopo il legamento crociato torno a giocare dopo 5-6 mesi etc…

Si pensi alla media dei giocatori infortunati al legamento crociato nella Champions League negli ultimi 10 anni: il tempo medio di ritorno è di 7,5 mesi.

Quindi un conto è vederli “corricchiare” in campo dopo 3-4 mesi, un conto giocare, tra arbitro, fischietto, avversario, classifica… sono due cose completamente diverse!>>.

È aumentata questa tipologia di infortunio (rottura legamento crociato anteriore) nelle categorie giovanili?

È un’emergenza nel nostro calcio questo tipo di infortunio?

<<I dati nel calcio che ci permettono di avere informazioni scientifiche più precise arrivano principalmente dagli studi della UEFA. La UEFA sin dal 2001 ha cominciato a raccogliere informazioni mensilmente da tutte le squadre che giocano la Champions e recentemente la UEFA League, da lì sappiamo moltissimo.

Per quanto riguarda il crociato anteriore, non sta diminuendo la frequenza dell’infortunio, anzi le previsioni dicono che forse nei prossimi anni aumenterà un po’ di più.

Quello che si ipotizza è che ci si può aspettare un infortunio ogni 2 anni mediamente per squadra, un infortunio ogni due giorni in generale.

Il messaggio è che si sa per certo, la scienza internazionale l’ha dimostrato, che se tu fai i programmi di prevenzione come si deve, senza modificarne le caratteristiche, un allenamento continuativo e quindi di 2-3 volte alla settimana con una serie di esercizi aggiuntivi, puoi ridurre del 50% il numero degli infortuni al livello del legamento crociato anteriore.

Per quanto riguarda le donne, le calciatrici, addirittura 2 su 3 non si farebbero più male.

Nel calcio femminile è un infortunio più frequente rispetto a quello maschile: le ragazze si fanno male 2 o 3 volte di più dei maschi al legamento crociato. Non c’è ancora una certezza su quali sono i motivi, certamente legati ad una minore forza muscolare generale e al fatto che c’è la tendenza nella conformazione del ginocchio della donna ad avere il ginocchio in dentro, il cosiddetto ginocchio a X: si chiama ginocchio valgo. Al contrario il maschio ha il ginocchio varo, il ginocchio da cavaliere per diciamo così. La conformazione del ginocchio della donna aumenta il rischio di farsi male nei cambi di direzione o quando atterra da un salto>>.

Leggendo i dati della SIOT (Società di Ortopedia e Traumatologia) che parlano di 150.000 infortuni di questo tipo all’anno, che è un numero veramente impressionante.

Campi e scarpe possono influire?

<<Sono stati studiati anche questi fattori, sono difficili da classificare perché i campi sono tutti diversi e anche la tipologia delle scarpe sono tutte diverse tra loro: per fare scienza, per avere dati scientifici seri, invece c’è bisogno di uniformare.

Invece si è visto che nella zona mediterranea dell’Europa il numero di questi infortuni è superiore rispetto alla zona settentrionale dell’Europa, perciò non è tanto la questione del freddo ma forse alcuni terreni possono in qualche modo incidere, da noi forse più secchi rispetto ad altri più morbidi>>

Una distinzione va fatta:

<<Un conto è la preparazione atletica e un conto è la prevenzione degli infortuni. Sono due capitoli a parte. Quando parlo di prevenzione parlo di un lavoro supplementare, non è il lavoro base di atletica, di performance: la prevenzione è un lavoro a parte per come è stato studiato. Obiettivo, partire dall’analisi del movimento dell’atleta: ci sono alcuni test in una “palestra” che noi del gruppo medico Isokinetic chiamiamo Green Room, dove si svolge il Test di analisi del movimento. Consiste nell'analisi di 6 diversi movimenti che vengono ripresi da telecamere, registrati e analizzati con l’atleta sul maxischermo, e si va a controllare come metti il ginocchio, il bacino, se atterri in modo corretto o sei troppo rigido… tutta una serie di parametri che, se ben individuati, permettono di personalizzare la tipologia di allenamento. Se per esempio hai il ginocchio che si spinge troppo all’interno, farai degli esercizi di muscoli che ruotano l’anca, i glutei per esempio, che ti permettono di avere un approccio di solito mediamente più corretto.

È in questo modo che si studia bene l’atleta. Alcuni atleti non hanno delle caratteristiche negative e quindi possono fare il lavoro normale; altri invece hanno già delle caratteristiche che possono essere evidenziate e quindi quando evidenzi questo, tendi a correggerlo. Non hai la possibilità di annullare il rischio, ma di ridurlo sì!>>.

 

C’è il rischio di recidiva dopo un infortunio così (rottura legamento crociato anteriore)?

E quanto conta l’aspetto psicologico in questo?

<<Il rischio di recidiva c’è in ogni infortunio, in ogni patologia, non solo per gli atleti.

Per quanto riguarda il crociato, la lesione crociato anteriore, mediamente nel calcio si rifà male 1 atleta su 10, quindi c’è circa il 10% di rischio di recidiva. Questo rischio aumenta per i giovani, soprattutto sotto i 20 anni aumenta significativamente questo rischio fino ad arrivare a un 25% o 30%: 1 su 4 corre il rischio di farsi ancora male, quindi un motivo in più per i più giovani che sono stati operati di completare il programma riabilitativo, di tornare in campo veramente pronti, anche dal punto di vista psicologico. Moltissime volte si sente dire “si sono tornato in campo, stavo bene, le gambe stavano bene, ma avevo ancora paura, paura del contatto, di certi movimenti”>>.

Viene da chiedersi come mai tanti proprio nella Roma, sono 19 i crociati che si sono rotti nel breve periodo nella Roma?

<<Mediamente ci si deve aspettare un infortunio ogni due stagioni per squadra. Chi ne ha di più, deve prendere provvedimenti, non è solo sfortuna naturalmente, c’è sempre una componente anche di fato ma io credo che si possa e si debba far meglio per quanto riguarda questo infortunio che non è il più frequente: gli infortuni muscolari sono molto più frequenti del legamento crociato anteriore, ma è quello che ha il peso maggiore in assoluto sulla salute dell’atleta e anche sul costo che incide di più per la squadra e per la società intesa come punti in classifica e intesa anche come costi, costi reali. L’anno scorso uno studio della BBC Sport dimostrava che nella Premier League la scorsa stagione sono stati pagati 217milioni di pounds di salario ad atleti infortunati, infortunati! Questo deve far riflettere>>.

 

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