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Le lesioni dei muscoli adduttori: l’esercizio come medicina

21.03.2019

Strategie di recupero e prevenzione nelle lesioni muscolari degli adduttori.

Un infortunio è definito come qualsiasi problema fisico accusato da un atleta, derivante da una gara o da un allenamento, che comporti l'impossibilità di prendere parte a pieno titolo a futuri allenamenti o competizioni. La severità dell’infortunio corrisponde al numero di giorni di assenza dovuti all’evento traumatico.

Conseguentemente a un infortunio, quindi, si presentano due grandi obiettivi da raggiungere e ponderare accuratamente:

  • Il ritorno alla competizione nel minor tempo possibile
  • Evitare la recidiva

 Specialmente nelle lesioni muscolari, questa equazione va correttamente bilanciata.


Strategia basata sull’esercizio


Diagnosi accurata

Il punto di partenza per il trattamento di una lesione muscolare è una diagnosi accurata, che facilita la prognosi e la gestione dell’infortunio.
Il tipico segno è l’insorgenza acuta del dolore durante la contrazione isometrica, l’allungamento e la palpazione.
In molti casi inoltre il range di movimento (ROM) risulta ridotto. Lo squeeze test a 0° ha il più alto valore di specificità e predittività per la diagnosi di lesione muscolare degli adduttori. L’ecografia e la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) permettono di avere una perfetta localizzazione e classificazione della lesione. La stima del ritorno in campo è influenzata dalla specificità del tessuto danneggiato e dal grado della lesione.

 

Movimento precoce

Il percorso terapeutico è il tempo nel quale il muscolo viene stimolato al fine di poter riprodurre lo stimolo di gara e va dal momento dell’infortunio al ritorno in campo. Il trattamento acuto della lesione avviene attraverso il protocollo POLICE (Protection, Optimal loading, Ice, Compression, Elevation) che viene generalmente eseguito per i primi 3 giorni. Subito dopo l’atleta inizia a muoversi in palestra prima con esercizi isometrici al fine di ottimizzare lo stimolo per la rigenerazione dei tessuti danneggiati.
Gli esercizi evolveranno in ampiezza, resistenza, velocità e tipo di contrazione. Il modo migliore di misurare il processo di ritorno allo sport è monitorare l’andamento del dolore.
Il semplice esercizio isotonico è fondamentale per facilitare il reclutamento muscolare, ma quando l’atleta riuscirà a reclutare il muscolo senza dolore significativo, sarà importante incorporare “esercizi eccentrici che risulteranno in maggiori adattamenti morfologici e neuromuscolari”.

L’esercizio eccentrico deve essere mantenuto durante tutto il processo di recupero e deve essere inserito in movimenti funzionali e sport-specifici. Prima di passare alla riproduzione del gesto sport-specifico in campo, è necessario progredire attraverso esercizi di forza globali, esercizi di core-stability e di training neuromuscolare al fine di correggere pattern di movimento alterati.





Strategia di prevenzione: Il Copenaghen Adduction Exercise

E ‘ un semplice esercizio eccentrico che non richiede attrezzature. E’ dimostrata la sua efficacia nella crescita della forza eccentrica dei muscoli adduttori d’anca (1). Può essere facilmente utilizzato come esercizio ad alta intensità in campo prima o dopo l'attività calcistica. Il giocatore si trova su di un lato con un avambraccio come supporto sul pavimento e l’altro braccio posizionato lungo il corpo. Il partner sostiene la gamba superiore con un braccio sulla caviglia e uno sul ginocchio. Il giocatore alza quindi il suo corpo e adduce la gamba inferiore in modo che i piedi si tocchino l'un l'altro e il corpo rimanga in linea retta. Il bacino viene quindi portato verso il basso, mentre il piede della gamba posta inferiormente è abbassato in modo tale che sfiori appena il pavimento. L'esercizio viene eseguito su entrambi i lati ed ha una struttura modulare basata su 3 livelli di difficoltà in progressione. Il carico di lavoro ottimale si divide in 3 sessioni di allenamento settimanali su ciascun lato con un carico che varia dalle 3-5 alle 12-15 ripetizioni a seconda del livello sportivo.

(In foto, il paziente con il rieducatore Federico Masi di Isokinetic Roma)



Il lavoro sul campo sportivo e il ritorno alla competizione

Viene introdotto, quindi, un lavoro personalizzato sul campo sportivo con l’introduzione di movimenti semplici e individualizzati secondo il ruolo. La corsa in linea è spesso introdotta precocemente senza controindicazioni, seguita gradualmente da scivolamenti laterali e cambi di direzione.
Successivamente, saranno inseriti esercizi che replicano la gestualità della gara ad alte intensità e lavori con l’attrezzo sport-specifico: nel calciatore, ad esempio, passaggi brevi e tecnica individuale sono introdotti in fase iniziale per poi passare all’esecuzione di lanci e tiri monitorati secondo volume e velocità.
Sarà importante riproporre con gradualità il gesto che ha determinato l’infortunio, in modo che il muscolo recuperi appieno anche le gestualità più delicate.  
Il lavoro in palestra verrà costantemente mantenuto, soprattutto come attivazione prima del campo. Alla fine della progressione l’atleta è pronto a tornare all’allenamento in squadra, iniziando prima con una partecipazione parziale e successivamente totale.
Anche il rientro competitivo prevederà l’impiego prima in frazioni di gara e poi in una gara completa.

 

Harøy JThorborg KSerner ABjørkheim ARolstad LEHölmich PBahr RAndersen TE . Including the Copenhagen Adduction Exercise in the FIFA 11+ Provides Missing Eccentric Hip Adduction Strength Effect in Male Soccer Players: A Randomized Controlled Trial. Am J Sports Med. 2017 Nov;45(13):3052-3059.


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