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L’infortunio al legamento crociato anteriore nel calciatore: quali movimenti sono a rischio?

29.07.2020

Lo studio di Isokinetic su 10 anni di infortuni al crociato in Serie A e Serie B conferma l’importanza della prevenzione attraverso la cura della qualità del movimento.

L’88% degli infortuni al legamento crociato anteriore (LCA) nel calciatore avviene senza un contatto diretto al ginocchio.

Questo è uno dei risultati dello studio prodotto dal Centro Studi Isokinetic e pubblicato nel giugno 2020 sul British Journal of Sports Medicine

(“Systematic video analysis of ACL injuries in professional male football (soccer)…”, Della Villa F et al, BJSM, 2020).

Questo studio è basato sull’analisi sistematica di tutti i filmati degli infortuni al legamento crociato anteriore avvenuti nel calcio professionistico italiano dal 2008 al 2018.

 

 Il 67% degli infortuni al LCA è avvenuto in fase difensiva, soprattutto all’interno della propria area di rigore e lungo le zone laterali del campo: in queste aree sono più frequenti i duelli e le decelerazioni improvvise (nell’immagine sottostante, in blu gli infortuni avvenuti in fase difensiva, in rosso quelli avvenuti in fase offensiva).

 


British Journal of Sports Medicine, BMJ, 2020

 

Sembra che la fatica accumulata nel corso della partita non determini un maggiore rischio di infortunio: il 67% degli infortuni avviene nel primo tempo, il 25% nei primi 15 minuti di gioco.

La pioggia non è un fattore di rischio: il 95% degli infortuni avviene in assenza di pioggia.

 

Durante la stagione calcistica si assiste a due picchi di incidenza degli infortuni al legamento crociato anteriore: settembre – ottobre e marzo – aprile.

Questa distribuzione potrebbe essere collegata alla presenza di superfici di gioco dure e secche e a minori precipitazioni atmosferiche, fattori associati a un aumento del rischio (Woods C et al. BJSM 2002)

 

 

Come anticipato sopra, la quasi totalità degli infortuni (88%) è avvenuta senza un contatto diretto al ginocchio. Tuttavia, il 44% degli infortuni è stato indotto da un contatto non diretto, avvenuto prevalentemente a livello del tronco o del bacino.

Quasi la metà degli infortuni è avvenuta in situazioni di pressing (immagini sottostanti a sinistra, A-D) o di contrasto (immagini a destra, E-H) da parte del giocatore che si è infortunato al crociato.

 
British Journal of Sports Medicine, BMJ, 2020

È risultato decisivo il ruolo delle perturbazioni ricevute dal giocatore nei momenti appena precedenti l’infortunio al crociato: si può trattare di un’azione meccanica come un contatto o addirittura di una semplice “distrazione cognitiva” come una finta di gioco da parte dell’avversario.

Questi elementi esterni alterano l’equilibrio dell’atleta e, se non adeguatamente controllati, possono determinare un infortunio.

 

In Isokinetic, l’utilizzo di metodiche di screening e diagnosi come il Test di Analisi del Movimento (MAT) permette al medico di valutare con precisione le strategie di movimento di ogni persona e di individuare eventuali schemi motori a rischio di infortunio.

 

 

Con le informazioni acquisite durante il MAT il medico potrà predisporre un adeguato programma terapeutico e preventivo attraverso il training neuromotorio, finalizzato alla correzione dei movimenti a rischio e all’acquisizione di strategie di movimento più sicure fino al collaudo di situazioni di gioco complesse, con perturbazioni meccaniche e cognitive.

 

 

 

 


Dr. Marco Gastaldo

Medico Chirurgo

Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa

Isokinetic Medical Group – Isokinetic Torino

 

 

 

 

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