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I PROBLEMI DI SPALLA NEL TENNIS

17.05.2019

I PROBLEMI DI SPALLA NEL TENNIS
Sindrome da impingement e dolore cronico di spalla.

La spalla è stato un grosso problema l’anno scorso, e quest’anno la situazione è sempre la stessa. Devo giocare con un dolore costante che mi limita, specialmente quando servo. […] Ovviamente quando perdo sto male. Ma è in questi momenti che ti senti motivata ad andare avanti e a tornare più forte di prima. E lo dico perchè sento di avere delle possibilità di tornare al mio migliore livello”.

Maria Sharapova


Il gesto sportivo nel tennis

Le attività che implicano frequenti movimenti delle braccia sopra la testa come il servizio, lo smash, la volèe sono state descritte spesso come causa di una progressiva riduzione dell’efficacia dell’azione degli stabilizzatori statici (apparato capsulo-legamentoso), mentre l’aumento dell’impegno degli stabilizzatori dinamici (muscoli) conduce alla produzione di lesioni tendinee microtraumatiche e ad un’ulteriore compromissione della stabilità articolare e della funzione della spalla.

Nel tennis infatti quando la parte superiore del braccio è mossa in avanti ed in alto con un angolo di 90° rispetto al corpo, ed il braccio è ruotato internamente, i tessuti molli sono compressi e ha luogo un’irritazione meccanica. Inoltre, 

“durante la fase di accompagnamento (e rallentamento) del braccio al di sopra della testa nella parte terminale del gesto, i tendini della cuffia dei rotatori (muscolo sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo) sono sottoposti a stress in allungamento”

 e ciò determina una minore capacità di centrare la testa dell’omero nella glenoide. La conseguenza è un sovraccarico funzionale del deltoide (che tende ad alzare la testa omerale) e del capo lungo del bicipite (che deve svolgere un maggior lavoro per stabilizzare e mantenere centrata la testa omerale.

Quali sintomi non vanno trascurati?

  • Dolore nella zona anteriore e superiore della spalla, in corrispondenza del muscolo che la ricopre, il deltoide.
  • Dolore che aumenta quando il braccio è al di sopra della testa.
  • Difficoltà a dormire sulla spalla, il dolore notturno spesso porta al risveglio.
  • Riduzione del profilo della spalla colpita per riduzione della massa muscolare.
  • Asimmetria nei movimenti bilaterali

Quali esami si effettuano?

Una diagnosi precoce ed accurata consente di scongiurare la progressione delle lesioni, dalla semplice infiammazione dei tendini e del tessuto bursale si può infatti arrivare alla rottura più o meno estesa dei tendini della cuffia dei rotatori.

La diagnosi deve partire da un’analisi attenta della storia clinica e dall’ esame clinico attraverso test che simulino il conflitto tra acromion e cuffia. I più utilizzati sono il test di caduta del braccio, il test di Neer, Yocum e Hawkins (Impingement), Jobe (Sovraspinato) e la valutazione di un arco doloroso in abduzione tra 70 e 120°.

Gli esami strumentali che vengono effettuati sono:

  • RX per visualizzare la forma anatomica delle strutture ossee della spalla
  • Risonanza magnetica per valutare le strutture tendinee.

 

Come è strutturato il percorso riabilitativo?

FASE 1: Riduzione del dolore e dello stato di flogosi attraverso terapia manuale e fisica.

FASE 2/3: Riequilibrio muscolare della spalla attraverso una progressione funzionale, infatti i movimenti della spalla sono determinati da forze che agiscono secondo catene muscolari che generano, sommano, trasferiscono e regolano le forze dalle gambe fino alla mano. Nel gesto overhead, ad esempio, la catena muscolare inizia dagli arti inferiori per passare al tronco ed essere trasferita all’arto superiore. Se il sistema lavora bene le “turbolenze” vengono minimizzate e l’efficienza è massima. La fase di rinforzo coinvolgerà:

  • Muscoli posturali della colonna/tronco e arti inferiori
  • Muscoli scapolo-vertebrali (tricipite, romboidei, elevatore della scapola)
  • Muscoli scapolo-toracici (dentato anteriore, trapezio, romboidei)
  • Muscoli scapolo-omerali (cuffia dei rotatori)
  • Muscoli toraco-omerali (gran dorsale, gran pettorale)

FASE 4: Recupero del controllo neuromuscolare attraverso:

  • esercizi con appoggio in carico progressivo su superfici stabili e instabili
  • auto-correzione della postura e del ritmo scapolo-omerale (esercizi allo specchio)
  • esercizi pliometrici e pre-sportivi
  • esercizi di core stability

FASE 5: Rieducazione del gesto sport-specifico:

I tradizionali esercizi di riabilitazione non possono riprodurre la velocità o le forze articolari di un lancio.

L’unico modo per mimare un lancio è quello di effettuarlo realmente.

Per questo motivo dopo un periodo di astensione dal lancio in fase acuta, nel recupero del gesto sport-specifico verrà incrementata gradualmente la velocità e la distanza del lancio fino alla riproduzione del lancio competitivo.


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