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Dott.Stefano Della Villa: "Cure migliori però farsi male è inevitabile"

23.12.2019

Dott.Stefano Della Villa: "Cure migliori però farsi male è inevitabile"
Intervista a Dott.Stefano Della Villa, fondatore di Isokinetic

“I guai fisici a Dijks e Soriano sono quelli gravi da oltre un mese di stop”, spiega Stefano Della Villa, fondatore dell’Isokinetic che per provare a districarsi in questa selva complicata cita il corposo studio effettuato per l’Uefa dal professor Jan Ekstrand sugli infortuni occorsi alle squadre d’élite europee, quelle che mediamente partecipano alla Champions League. Un’analisi che definire accurata è poco se si pensa che prende in esame 51 club di 18 Nazioni e il periodo analizzato è un arco temporale di 18 anni. Per un totale, tenetevi forti, di 14 mila traumi. Con registrazioni degli incidenti obbligatorie da parte dei club.

Per quanto non sia semplice, dottor Della Villa, c’è una sintesi che si può trarne?

“Ahimè, la sintesi è questa: che per quanto la prevenzione sia aumentata, se si pensa che oggi i club monitorano persino il sonno dei giocatori, noi medici non possiamo definirci soddisfatti”.

Perché?

“Perché gli infortuni non sono calati”.

Da cosa dipende?

“Il gioco è cambiato, l’aspetto fisico è cresciuto, il pressing si è intensificato, si corre sempre più velocemente, i contrasti ovviamente ne risentono. Non si può dire ‘ah come siamo stati bravi’.

Eppure…?

“Possiamo affermare, quello sì, che c’è una tendenza, emersa nella scorsa stagione,  che vede in calo le lesioni muscolari, dopo tanti anni in cui ciò non era successo”.

Parliamo sempre di club che giocano la Champions, quindi che vanno in campo spesso due volte la settimana. Cosa dice lo studio?

“Che mediamente ogni squadra ha una cinquantina di infortuni a stagione”.

Di che tipo?

“Dieci sono robette da 1-3 giorni, contusioni e nulla più”.            

E il resto?

“Venti di questi stop sono guai curabili in una settimana, che quindi compromettono nella stragrande maggioranza dei casi una sola partita. Poi restano i più gravi, gli altri venti. Quindici di questi comportano da una settimana a un mese di stop, gli ultimi 5 problemi superiori ai 30 giorni”.


Il vecchio strappo, che voi ora chiamate lesione, come si colloca?

“Dipende dalla sua gravità, se è di primo o secondo grado può comportare stop di 3-4 settimane, se è una lesione di terzo grado i tempi si allungano. Con rose di 25 giocatori, sempre restando allo studio preso in esame, significa che ogni giocatore ha una media di due infortuni all’anno. Si può essere fortunati ed averne due che ti costringono complessivamente a star fuori 6-7 giorni, ma può andarti anche molto peggio, è evidente. Ma in un campionato ogni giocatore mediamente può perdere cinque settimane di lavoro. Parliamo sempre di valori statistici e di club d’altissimo livello europeo”. 


Si può fare una separazione fra le varie patologie?

“In un anno sono previste 15 lesioni muscolari, che possono essere di vario livello. Poi ce ne sono 7-8 che riguardano il ginocchio e altrettante la caviglia”.

Quali sono gli infortuni da oltre un mese di stop?

“Come detto gli strappi muscolari più gravi, le distorsioni al ginocchio con lesioni legamentose, le lesioni cartilagineeossee. Quel che è capitato sia a Dijks che a Soriano”.



pubblicato in La Repubblica, sabato 21 dicembre 2019, pag. 3 sezione sport 

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