Informativa sui cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy

OK

Epicondilite (Gomito del tennista)

L’epicondilite è una tipica sindrome dolorosa che riconosce nella maggioranza dei casi una patogenesi da sovraccarico e colpisce frequentemente tennisti, golfisti, giocatori di baseball, schermidori.

Inizialmente si avverte dolore solo durante l’attività sportiva, o alla palpazione sull’epicondilo laterale; successivamente la sintomatologia dolorosa si presenta anche a riposo e nella vita di tutti i giorni in semplici gesti quali dare la mano, sollevare una bottiglia o girare una maniglia. 

La diagnosi dell'epicondilite è essenzialmente clinica. Il medico durante la visita effettuerà test clinici specifici. Inoltre potrebbe richiedere un’ecografia muscolo tendinea o una risonanza magnetica (RMN).

In caso di epicondilite il trattamento di prima scelta è sempre conservativo. In fase acuta ti verrà consigliato riposo per circa 20 gg dall'attività che si ritiene abbia prodotto la sintomatologia, terapia fisica locale accompagnata da esercizi di stretching e massaggio di scarico. La ripresa graduale dell’attività sportiva potrà avvenire solo dopo rinforzo dei muscoli flessori e della muscolatura della spalla.

In caso di dolore cronico recidivante si possono aggiungere al trattamento anche le onde d’urto.

Il trattamento chirurgico dell'epicondilite è da riservarsi solo ai casi invalidanti delle forme croniche persistenti.

Epicondilite - Interventi Chirurgici

Il trattamento chirurgico dell'epicondilite è da riservarsi solo ai casi invalidanti delle forme croniche persistenti.

Tutte le metodiche chirurgiche si prefiggono lo scopo di realizzare un allungamento delle strutture miotendinee. Le tecniche più tradizionali sono a cielo aperto; ad esse si affianca una tecnica artroscopica più recente. 

Dopo l’intervento si applica un tutore con molle per 2-3 giorni e dopo circa 10 giorni è importante iniziare il trattamento riabilitativo per la completa ripresa dell’articolarità. Successivamente si procede al rinforzo muscolare e alla ripresa dell’attività sportiva che avviene dopo circa 50 giorni.

Riabilitazione per epicondilite e/o epitrocleite

La tendinopatia inserzionale dell’epicondilo laterale (epicondilite) o dell’epicondilo mediale (epitrocleite) è una tipica sindrome dolorosa che riconosce nella maggioranza dei casi una patogenesi da sovraccarico e colpisce frequentemente atleti (gomito del tennista) o professionisti che utilizzano movimenti ripetitivi con l’avambraccio per lavorare (dentisti, massaggiatori).

Il trattamento riabilitativo e la prognosi dipendono dalla fase clinica in cui ci si trova: acuta, cronica-recidivante, cronica-persistente. Il riposo e la sospensione dell’attività evocante il dolore è la prima indicazione assoluta nel trattamento di questa patologia.

La prima fase del protocollo riabilitativo è incentrata sulla riduzione del dolore, attraverso terapie fisiche (laser, tens e applicazioni giornaliere di ghiaccio) e sulla risoluzione della contrattura muscolare che determina la tendinopatia con massoterapia decontratturante dei muscoli dell’avambraccio, massaggio trasverso profondo dei tendini dei muscoli flessori ed estensori (soprattutto nella porzione distale, vicino all’epicondilo). È importante informare bene il paziente che il dolore, essendo di origine funzionale, non sparisce del tutto ma permane anche durante le fasi successive della riabilitazione fino al completo riequilibrio dell’azione tendinea e muscolare.

La fase successiva del protocollo riabilitativo è caratterizzata dal rinforzo dei muscoli epicondiloidei e epitrocleari come l’estensore radiale breve del carpo, l’anconeo, l’estensore del carpo e il comune delle dita prevalentemente in forma eccentrica sia manuale che con utilizzo di elastici e zavorre; molto importante in questa fase il riequilibrio dei muscoli flesso/estensori del polso e della muscolatura della spalla (soprattutto extrarotatori) per permettere di stabilizzare e controllare meglio il movimento dell’avambraccio.

Alla completa remissione dei sintomi e con l’utilizzo di un tutore specifico il programma riabilitativo termina con l’ultima fase del campo sportivo con esercizi propedeutici al lancio, presa con oggetti per il controllo neuromotorio ed esercitazioni tecniche specifiche dello sport praticato per una ripresa graduale della gestualità complessa in tutta sicurezza e un’educazione alle giuste abitudini da adottare per la prevenzione del re-infortunio.

Richiedi informazioni 
e/o prenota una visita
Se, invece, volevi contattarci per lavorare con noi, usa questo link

*Ho letto e accetto l' informativa sulla privacy

cookie popup text

Chiudi