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Gonartrosi o artrosi del ginocchio

L’artrosi del ginocchio o gonartrosi è un processo molto frequente, prevalentemente degenerativo, caratterizzato dall’usura e dall’invecchiamento, ma si può manifestare anticipatamente se originata da lesioni traumatiche non trattate correttamente in età giovanile.

Contemporaneamente ai fenomeni degenerativi si realizzano dei tentativi di riparazione che riducono il dolore ma, accentuando la formazione di ossificazioni periarticolari, provocano limitazioni del movimento che possono essere molto invalidanti. 

L'artrosi del ginocchio può insorgere su articolazioni sane o essere l’inevitabile conseguenza di alterazioni della meccanica articolare, esiti di malformazioni o traumi. È più frequente nelle donne, e nei pazienti in sovrappeso. Esistono poi particolari attività lavorative che dimostrano quanto la ripetizione di alcuni gesti, una postura viziata, il sovraccarico funzionale possano, a lungo andare, produrre danni articolari irreversibili.

I sintomi dell'artrosi del ginocchio (gonartrosi) sono in genere chiari ed inequivocabili: dolore, gonfiore, deambulazione con zoppia, sensazione di impaccio dell’articolazione e rumori articolari detti scrosci.

La diagnosi è clinica e radiografica. Le radiografie evidenziano le alterazioni del profilo scheletrico ormai molto accentuate, mentre TAC e RMN rilevano le precoci irregolarità delle cartilagini.

Un trattamento riabilitativo ben condotto può migliorare la qualità della vita, mirando alla riduzione del dolore, al recupero della funzionalità articolare, alla ripresa di una vita attiva, ed al rallentamento dell’evoluzione della malattia. 
Riteniamo un momento fondamentale della terapia l’informazione del paziente riguardo alcune norme elementari di prevenzione: calo ponderale, riduzione di lavori fisici eccessivi e sollecitazione di attività fisiche e sportive più congrue, assunzione di posture corrette notturne e diurne.

L'intervento di protesi al ginocchio

L’intervento di protesi di ginocchio è consigliato nei casi più gravi di artrosi quando il dolore è ostinato e sono presenti gravi limitazioni della funzione articolare con un quadro radiografico molto compromesso.

In genere si consiglia l’esecuzione dell'intervento di protesi di ginocchio in pazienti oltre i 60 anni, sia in considerazione della durata delle protesi, sia perché con l’età la richiesta di prestazioni fisiche è minore. 
La chirurgia protesica dovrebbe essere ritardata il più a lungo possibile nei pazienti che continuano a conservare una funzionalità sufficiente ed hanno un dolore tollerabile. 

Se l’artrosi colpisce l’articolazione di un giovane, si preferisce eseguire interventi come la osteotomia che correggendo gli assi di carico, modificano almeno temporaneamente le sollecitazioni sulle aree articolari più soggette al carico.

La riabilitazione dopo intervento di protesi di ginocchio ha come obiettivi il recupero dell’articolarità, della forza muscolare, della coordinazione, e dello schema del cammino, tanto più difficili da ottenere quanto più la situazione dell’arto prima dell’intervento era compromessa.

Riabilitazione per artrosi al ginocchio

La gonartrosi è una patologia piuttosto comune e dal punto di vista anatomo-patologico non riguarda solo la degenerazione della cartilagine ma di tutto l’ambiente articolare e periarticolare. 

Si manifesta in pazienti con più di 55 anni, sovrappeso e ha una storia di artrosi in famiglia; può presentarsi più precocemente in pazienti operati di meniscectomia e/o ricostruzioni legamentose. 

A differenza di quanto si può comunemente pensare il paziente affetto da gonartrosi ottiene enormi vantaggi da un prolungato ciclo di riabilitazione effettuato in piscina e palestra. Il successo del trattamento dipende ovviamente dalla gravità della malattia, ma anche molto dalla serietà con cui il paziente lo intraprende.

Si deve subito chiarire con il paziente che la patologia di cui è affetto è cronica e ingravescente per cui non possiamo guarirlo, ma possiamo però insegnargli a conviverci senza dover troppo soffrire e senza dover rinunciare completamente alle attività fisiche. 

La base del trattamento consta in 3 aspetti fondamentali:

  • Controllare i sintomi con terapie fisiche (laser, ultrasuoni, ionoforesi) e massaggi.
  • Ridurre il peso con adeguati consigli alimentari e esecuzione del test di soglia per individuare le frequenze cardiache idonee per l’allenamento aerobico.
  • Potenziare la muscolatura con esercizi perché solo lavorando sugli ammortizzatori muscolari si può preservare l’articolazione. Nell’impostare il trattamento si eseguiranno dapprima esercizi cauti e blandi di tonificazione del quadricipite, dei flessori e del polpaccio sia in catena cinetica chiusa che aperta; contemporaneamente si può iniziare l’attività aerobica consentita e esercizi per migliorare la core stability. Se non compare dolore durante l’esecuzione degli esercizi si potranno iniziare esercitazioni in campo atte a portare il paziente al ritorno delle attività quotidiane e anche sportive praticate in precedenza, con cura e attenzione alla qualità del movimento.
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