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La spalla > Trattamenti > Sindrome della cuffia > Trattamento riabilitativo
Un prezioso aiuto dalla tecnologia
Alcune regole fondamentali alla base della riabilitazione.
La nostra esperienza ci ha insegnato che la spalla, nelle mani di un medico esperto, oltre alle macroscopiche espressioni legate al dolore ed evidenziate anche dagli esami radiografici ed ecografici, è in grado di rivelare minimi scompensi muscolari, impercettibili dislocazioni dei capi ossei, atteggiamenti viziati, la cui correzione diventa il segreto per la buona riuscita di un trattamento rieducativo, che va quindi attentamente studiato e personalizzato. Per questo motivo ci sono comunque delle regole che valgono per tutti.

- Riduzione del dolore e dell’infiammazione: le risorse in questo settore sono le più varie e si va un po’ per tentativi in quanto ciò che risolve la sintomatologia ad un paziente, può non funzionare in un altro. Si utilizzano farmaci anti-infiammatori, associati a terapie fisiche con effetto antalgico come ultrasuoni, laser, elettroterapia. Nei casi in cui il dolore sia insopportabile viene spesso praticata la terapia infiltrativa con cortisone, un farmaco a nostro avviso eccezionale, ma dannoso per i tendini quando ne viene a contatto, tanto che noi sconsigliamo vivamente questo tipo di approccio terapeutico. Più innovative e sicuramente molto efficaci sul dolore, in particolare nelle periartriti calcifiche, si sono rivelate le onde d’urto che riescono a ridurre la sintomatologia fin dalle prime applicazioni e, più lentamente, dimostrano anche un importante effetto sulle calcificazioni che risultano rimpicciolite nei controlli Radiografici successivi al trattamento.
- Aumento graduale dell’articolarità: inizialmente mediante manovre molto lente e passive, il rieducatore agisce direttamente
sull’articolazione dosando con cautela le forze ed inserendo esercizi più complessi aiutato dalla propria esperienza e sensibilità. Se alla
visita medica emergono minime alterazioni dei rapporti scheletrici chiediamo aiuto al nostro chiripratico di fiducia, che con alcune
manipolazioniè spesso in grado di ottenere risultati ottimi sia sul dolore che sull’ampiezza dei movimenti.
-
Stretching della capsula e dei muscoli.
- Rinforzo dei gruppi muscolari coinvolti, in particolare vanno tonificati i muscoli della cuffia dei rotatori, gli stabilizzatori della scapola, i muscoli pettorali, i paravertebrali, ed in toto quelli dell’arto superiore: attenzione, questo tipo di lavoro dev’essere ben programmato, insistere
su un gruppo muscolare debole, ma prevalente su un altro gruppo, può rivelarsi molto pericoloso.
- Le applicazioni di ghiaccio a fine seduta e di sera, rivestono nella spalla un ruolo fondamentale per la superficialità delle strutture coinvolte dall’infiammazione.
- Il massaggio decontratturante va eseguito in distretti vicini alla spalla, ma apportando calore, non è all’inizio ben tollerato.
La tendenza attuale è di protrarre il trattamento riabilitativo almeno per un paio di mesi, quindi se persiste una sintomatologia invalidante,
si può ragionevolmente prendere in considerazione l’intervento chirurgico.


Trattamento chirurgico

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Ultimo aggiornamento: 19/4/02
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