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Una diagnosi tempestiva favorisce
i buoni risultati della riabilitazione.
Ogni volta che larto superiore viene sollevato oltre un certo
grado, si verifica un restringimento dello spazio fra la testa omerale
e lacromion dove, protetti dalla borsa, scorrono i tendini della
cuffia dei rotatori. Nella ripetizione di certi gesti atletici o di
più normali mansioni lavorative, sia in seguito a squilibri
muscolari che alla irregolarità del profilo acromiale dovuta
principalmente alletà, laumento dellattrito
allinterno di questo spazio provoca dei fenomeni di infiammazione
delle strutture in esso contenute, che a lungo andare si complicano
con la formazione di calcificazioni estremamente dolorose e con la
progressiva degenerazione del tendine fino alla rottura, accompagnata
da episodi di dolore notturno di estrema gravità. Questa serie
di eventi provoca inevitabilmente il non uso dellarto superiore,
facilitando la formazione di aderenze intra-articolari con ulteriore
aggravamento del quadro clinico.
TRATTAMENTO - Il medico specialista
va consultato molto presto, perché una terapia riabilitativa
iniziata precocemente e ben condotta è in grado di interrompere
il ciclo vizioso che abbiamo descritto, evitando inoltre il ricorso
a terapie farmacologiche ed infiltrative che diventano indispensabili
nelle fasi più avanzate della malattia, ma che comportano una
serie interminabile di effetti secondari dannosi proprio sulla spalla.
In altri casi poi la sintomatologia può essere conseguente
ad una patologia di origine cardiaca o cervicale che andrebbero prontamente
riconosciute. Se le indagini eseguite rivelano la presenza di alterazioni
anatomiche importanti, come lesione dei tendini della cuffia dei rotatori
più o meno completa, o la presenza di calcificazioni molto
voluminose, il trattamento più indicato sarà quello
chirurgico seguito da un lungo ciclo di rieducazione.

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