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Abbiamo distinto il trattamento a seconda del grado di lesione.
A - distorsione di grado 0 - dolore
e gonfiore sono lievi: confezioniamo un bendaggio elastico, consigliamo
riposo, applicazioni di ghiaccio e di terapie fisiche per qualche
giorno, quindi permettiamo allatleta di riprendere il suo sport.
B - lesioni acute di grado 1°- 2°-
3°- caratterizzate da dolore, tumefazione anche molto importante
ed ematoma sul compartimento esterno, nel grado 3° sono presenti
anche impotenza funzionale ed instabilità.
Dividiamo il trattamento in 5 fasi:
Prima fase - dura circa 10 giorni,
proteggiamo larticolazione con un tutore ed eventualmente anche
con luso delle stampelle, cerchiamo di minimizzare il quadro
infiammatorio e lemorragia associando ghiaccio e terapie fisiche,
miriamo ad ottenere una diagnosi accurata. In regime ospedaliero vengono
frequentemente proposte immobilizzazioni totali con tutori o con apparecchi
gessati: riteniamo che lindicazione sia corretta soprattutto
nei gradi 2° e 3°, ma per una ripresa più rapida dellattività
sportiva, a nostro parere è più conveniente immobilizzare
parzialmente la caviglia, usare le stampelle e cominciare precocemente
la riabilitazione in piscina.
Seconda fase - lavoriamo per il
ripristino della flessione dorsale e plantare, utilizziamo la piscina
con lacqua alta e le tavolette instabili per il recupero delle
capacità di reazione agli insulti esterni, ancora più
importanti in unarticolazione come la caviglia. Progressivamente
aumentiamo lintensità degli esercizi ed il carico.
Terza fase - dedicata al recupero
della deambulazione corretta e dellarticolarità: oltre
alle classiche mobilizzazioni effettuate dal riabilitatore, chiediamo
spesso aiuto al nostro chiropratico per la risoluzione di blocchi
articolari accelerando notevolmente i tempi.
Quarta fase - recuperiamo la forza
muscolare ricercando un buon equilibrio fra i muscoli mediali e laterali
della caviglia, fondamentale per restituire almeno la parte dinamica
della stabilità, inoltre affiniamo il lavoro propriocettivo
con percorsi sempre più complessi e con balzi sul tappeto elastico.
Quando la caviglia è completamente asciutta ed il tono muscolare
buono si incomincia a correre sul nastro trasportatore. Prima di passare
allultima fase nella quale si rielabora il gesto atletico, misuriamo
la forza recuperata, confrontandola con larto sano, attraverso
il TEST ISOCINETICO.
Quinta fase - è indispensabile
la collaborazione con il rieducatore in campo sportivo, infatti i
nostri obiettivi sono: - il recupero della coordinazione e della destrezza
presenti prima del trauma; - evitare in tutti i modi che sopravvengano
nuovi traumi distorsivi.
C - Instabilità croniche
tipiche di molti sportivi, ma soprattutto dei giocatori di pallacanestro.
In questo caso il RICONDIZIONAMENTO della caviglia rappresenta una
necessità molto frequente. Allo scopo di evitare o minimizzare
le recidive, il programma rieducativo viene effettuato durante tutto
larco del campionato, e comprende esercizi di tipo tecnico
tattico ed esercizi di potenziamento, da effettuare sia in palestra
che in piscina. Nei quadri di instabilità cronica molto gravi
può trovare indicazione il trattamento chirurgico di plastica
legamentosa esterna che prevede lutilizzo del tendine del muscolo
peroneo breve, variamente ripiegato a rinforzare la parte laterale
della caviglia. Lintervento viene seguito da circa 35 giorni
di immobilizzazione e da successiva rieducazione. La ripresa dello
sport è prevista dopo 4 mesi.
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