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La riabilitazione inizia in palestra,
ma continua nella vita di tutti i giorni.
Il tuo riabilitatore, nellaffrontare un disordine femoro-rotuleo,
deve tenere sempre presenti questi quattro aspetti:
- caratteristiche morfologiche del tuo arto inferiore - eventuale
presenza e grado delle lesioni cartilaginee - la tua risposta ai vari
esercizi - i tuoi bisogni funzionali. Inoltre ti deve coinvolgere
attivamente in modo tale che anche nella vita di tutti i giorni, tu
possa mettere in atto i piccoli accorgimenti per il mantenimento di
una funzionalità completa.
Abbiamo delineato una specie di percorso ideale diviso in 4 tappe.
1 - Controllo del dolore: avviene
mediante luso di farmaci anti-infiammatori, ghiaccio, e lapplicazione
di terapie fisiche come laser ed ultrasuoni. Anche una ginocchiera
con controllo dei movimenti rotulei può essere utile allo scopo.
2 - Flessibilità muscolare:
limportanza di questa fase è legata allassociazione
di queste patologie con contratture muscolari soprattutto delle strutture
postero-laterali dellarto inferiore che vengono corrette mediante
esercizi di stretching, di rieducazione posturale globale e manipolazioni
rotulee.
3 - Potenziamento muscolare: è
la fase più importante ma anche la più difficile perché
è fondamentale raggiungere lequilibrio fra esercizio
e dolore. Deve essere svolta sotto il controllo attento di un bravo
terapista, infatti per avere un buon risultato lesercizio devessere
dosato sulle caratteristiche del paziente in quel preciso momento.
4 - Coordinazione nei movimenti più
complessi: in questa fase ci si concentra sul recupero della
normale attività fisica, sempre attenti a non risvegliare la
sintomatologia dolorosa. Si lavora a lungo sulla coordinazione e sul
controllo neuromotorio per ripristinare lequilibrio perfetto
di tutte le forze agenti sullarticolazione.
L'équipe riabilitativa deve muoversi con disinvoltura allinterno
di queste aree terapeutiche perché gli esercizi devono rispettare
contemporaneamente molti equilibri, stimolando progressivamente le
funzioni del ginocchio, ma sempre cercando di evitare la risposta
dolorosa. In questo modo si verifica un adattamento ai carichi di
lavoro di intensità crescente e si evita il facile rischio
di peggiorare la situazione.

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