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La riabilitazione: fondamentale nelle
lesioni dei legamenti collaterali.
Il legamento lesionato tende a riparare spontaneamente, ma rimane,
a cicatrizzazione avvenuta, più o meno allungato. Ciò
provoca un residuo di instabilità che può essere compensato
da un buon tono muscolare e dalla perfetta coordinazione neuro-motoria,
condizioni indispensabili per il ritorno alla vita attiva, e che costituiscono
l'obiettivo di una rieducazione ben condotta.
Durante la prima settimana si devono osservare poche ma importanti
regole, quali lapplicazione del ghiaccio, la deambulazione con
stampelle, il mantenimento delle condizioni fisiche generali, il rinforzo
muscolare in scarico.
In una seconda fase si inizieranno movimenti di flessione ed estensione
del ginocchio nell'ambito dei gradi di movimento consentiti, accompagnati
dalla terapia fisica nellarea della lesione, dall'attività
in acqua con progressione della difficoltà degli esercizi e
dal lavoro aerobico con carichi crescenti. Lobiettivo è
abbandonare il tutore e le stampelle nel giro di tre settimane. Si
potrà allora iniziare la corsa sul nastro trasportatore a patto
che il dolore ed il gonfiore siano completamente risolti. Se anche
larticolarità è completa si passa alla terza fase,
nella quale si intensificano il lavoro aerobico ed il rinforzo generale
e si inseriscono esercizi di controllo specifico del quadricipite,
il lavoro propriocettivo per la coordinazione neuromotoria su tavolette
instabili, e gli esercizi mirati alla preparazione specifica per il
tipo di sport praticato. Quando la performance muscolare, misurata
mediante il TEST ISOCINETICO, è ritornata ai valori di riferimento,
inizia la fase conclusiva della rieducazione che si svolge sul campo,
ultima tappa prima della ripresa completa dellattività
sportiva.
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