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Sono tre i tipi di intervento più
utilizzati per la cura delle lesioni.
3° GRUPPO - Comprende le lesioni
di 4° grado, in cui la cartilagine
è completamente erosa e lascia scoperto losso sottostante.
Le dimensioni e lentità del danno compromettono seriamente
il gioco articolare: ne consegue un ginocchio costantemente gonfio,
arrossato, dolente, spesso atteggiato in flessione, rigido, che non
solo rende difficile lo svolgimento dellattività sportiva,
ma condiziona la qualità della vita di tutti i giorni. Se lo
stato generale e soprattutto le motivazioni del paziente lo giustificano,
lo specialista ortopedico propone in questi casi un intervento chirurgico.
Le tecniche più utilizzate sono: microfratture - mosaicplasty
- trapianto di condrociti. Abbiamo definito per ognuno di questi interventi
un particolare programma riabilitativo.
MICROFRATTURE - questa tecnica
prevede luso di un puntale per provocare delle microfratture
in quella parte di osso rimasta senza rivestimento cartilagineo, provocando
la fuoriuscita di sangue. Tutto questo rappresenta uno stimolo biologico
e innesca un processo di riparazione che tende, almeno in parte, a
rivestire losso sottostante. Il decorso post-operatorio prevede
lastensione dal carico per circa tre settimane. Si iniziano
precocemente esercizi di rinforzo isometrico ed isotonico a ginocchio
esteso e stretching, seguono esercizi per il miglioramento dellarticolarità.
Il lavoro in piscina rappresenta un insostituibile ausilio per la
ripresa graduale del carico e della forza muscolare. Lisocinetica
viene inserita dopo la terza settimana ed il TEST ISOCINETICO, che
quantifica lo sviluppo della forza, si effettua al terzo mese. Sia
per il tipo di pazienti, che presentano generalmente condropatie diffuse,
sia per le scarse qualità biomeccaniche del tessuto rigenerato,
il recupero può presentarsi difficoltoso, con periodiche riacutizzazioni
della sintomatologia che obbligano lequipe riabilitativa a ritoccare
frequentemente il programma. Nonostante ciò si ottengono in
genere dei buoni risultati con ritorno allo sport intorno al sesto
mese.
MOSAICPLASTY - è una tecnica
operatoria che prevede la copertura del difetto cartilagineo con cilindretti
di tessuto osteocartilagineo prelevati da unarea del ginocchio
non sottoposta al carico. Questo intervento è consigliatoper
i pazienti di età inferiore ai 45 anni. Nel post-operatorio
si devono usare le stampelle per un mese. Inizialmente sono concessi
il potenziamento isometrico in estensione e le elettrstimolazioni.
Il lavoro in piscina viene programmato dalla terza settimana unitamente
agli esercizi volti al recupero dellarticolarità. Il
test isocinetico viene eseguito dopo il terzo mese, in base al risultato
si deciderà se passare alla fase finale della riabilitazione,
che prevede la ripetizione dei gesti specifici per lo sport praticato
prima dellintervento. Il ritorno allo sport è previsto
intorno al quinto mese.
TRAPIANTO DI CONDROCITI AUTOLOGHI -
è una tecnica chirurgica molto costosa che necessita di due
tempi chirurgici. Il primo prevede il prelievo artroscopico di un
frammento di cartilagine che poi viene messo in colture per favorire
la moltiplicazione delle cellule. Nel secondo intervento queste cellule
vengono inserite nel difetto cartilagineo e mantenute in sede da un
lembo di periostio, una membrana prelevata dalla tibia. E previsto
un periodo di rieducazione preoperatoria in cui si tende a mantenere
un discreto tono muscolare ed unarticolazione il meno reattiva
possibile. Dopo lintervento riconosciamo una fase iniziale che
dura fino ad otto settimane in cui il carico è sfiorante e
protetto, il recupero dellarticolarità avviene con laiuto
del CPM (un dispositivo che muove passivamente larticolazione),
ed il rinforzo del quadricipite avviene con esercizi isometrici in
estensione. Con linizio del terzo mese si aumentano progressivamente
i carichi, si perfezionano larticolarità, la tonificazione
ed il rinforzo muscolare. Nella fase conclusiva che inizia al quinto
mese e si protrae fino circa allottavo mese, si lavora con lobiettivo
di ritornare allo sport praticato prima dellintervento, inserendo
i balzi e la corsa che riteniamo essere la base di ogni attività
sportiva. Alla conclusione del ciclo riabilitativo prepariamo un programma
di esercizi che il paziente dovrà eseguire a casa per mantenere
il trofismo muscolare e lequilibrio meccanico, fondamentali
per evitare stress dannosi sul trapianto di condrociti.
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