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Riabilitazione per rottura del legamento crociato anteriore (LCA)

Il trattamento della lesione del legamento crociato anteriore (LCA) può essere di due tipi: conservativo e chirurgico, anche se la stragrande maggioranza dei pazienti propende per la via chirurgica per i problemi di instabilità e di artrosi precoce derivanti dalla rottura. La tecnica chirurgica più utilizzata è quella che usa come neolegamento il tendine del semitendinoso e gracile della stessa gamba.

Il trattamento post chirurgico prevede una prima fase di controllo del gonfiore e recupero dell’articolarità (in primo luogo l’estensione) e di ripresa dello schema del passo, essenzialmente svolta in piscina. Parallelamente si può iniziare precocemente la fase di recupero della forza dei quadranti d’anca, gluteo (aiutano la deambulazione) del quadricipite, in catena cinetica chiusa e successivamente aperta (il vasto mediale è il muscolo che si atrofizza maggiormente dopo intervento, quindi è necessario un suo completo recupero) flessori (mediali) adduttori e intrarotatori di ginocchio (che hanno subito il prelievo biologico e quindi indeboliti).

Questa fase della riabilitazione termina con il superamento del test isocinetico (la differenza di forza tra i 2 arti deve essere < 20% almeno). Superato il test isocinetico si passa all’ultima fase del recupero della gestualità sul campo, non prima di aver effettuato un test di soglia metabolica che evidenzia lo stato di salute del paziente e le frequenze cardiache allenanti. Parallelamente al lavoro sul campo è necessario effettuare il Test di analisi del movimento (MAT) nella Green Room, che permette di evidenziare oggettivamente schemi motori errati durante movimenti codificati. Solo attraverso questo tipo di test si può completare il trattamento di guarigione e lavorare sulla prevenzione del re-infortunio. Il paziente è dimesso solo dopo aver effettuato tutti e 3 i test e aver recuperato il 100% della forza.

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